01 dicembre 2006

Perchè Open Source?

Il titolo è chiaro e rappresenta la domanda che mi è stata posta da parecchie persone.

Per chi mi conosce sa che sono un libero professionista polivalente: la mia attività Web è nata nel secolo scorso con lo sviluppo di siti statici e successivamente - vista la mia base di programmatore Visual Basic - son passato alla fine degli anni '90 all'idea di produrre soluzioni Web che consentissero all'utente di poter gestire autonomamente il proprio sito e i contenuti Web presenti nello stesso anche senza avere basi di programmazione e sviluppo.
Oltre a questo mi interesso in particolar modo di consulenze - comprese le consulenze tecniche d'ufficio (CTU) - ovvero le perizie.

La nascita di un'idea: un CMS accessibile per un web accessibile

L'accessibilità entra a far parte dei miei interessi nel 2001, periodo in cui sono stato nominato rappresentante di IWA/HWG all'interno del W3C. Da quel momento l'accessibilità è diventata per me (come per molti altri che poi si sono aggregati alle attività del W3C) una base per lo sviluppo di qualsiasi soluzione.

Da qui è nata l'idea di sviluppare un CMS che garantisse la produzione di codice conforme alle specifiche e - cosa innovativa per i tempi - che fosse anch'esso accessibile. Si parla quindi del 2002, anno in cui non esistevano Plug-in di qualità per la generazione del codice a parte l'innovativa soluzione EWebEditPro di Ektron a suo tempo integrata in una mia già pre-esistente relase di un CMS che consent? nel 2002 alla Regione del Veneto di vincere il premio COMPA per la Comunicazione online come primo sito regionale accessibile. La medesima soluzione è stata poi utilizzata da webaccessibile.org, risorsa italiana dell'accessibilità del Web nata e gestita da IWA/HWG con la collaborazione di professionisti del settore.

Pian piano con l'avanzar degli anni il tema accessibilità è diventato argomento quotidiano, grazie sia alle direttive internazionali che alla nascita della Legge 4/2004 (Legge "Stanca", a cui ho dedicato tempo ed un libro) ed alle iniziative di IWA Italy. Dagli obblighi normativi e morali della 4/2004, ho ricreato da zero un nuovo CMS, ponendo l'ennesima sfida a me stesso: creare un prodotto completamente accessibile anche nel backoffice, predisposto all'internazionalizzazione e all'espandibilità. Grazie poi alla quasi-contemporanea nascita di Xstandard, e alla collaborazione in fase di testing di esperti come Gez Lemon mi è stato possibile creare un nuovo elemento: fruibile. Il primo sito realizzato con il prodotto è il Comune di Sala Consilina, sito sviluppato in conformità con i pre-requisiti della legge 4/2004 (e posso dire senz'ombra di dubbio che è stato il primo sito Web a potersi dichiarare completamente a norma, anche se a tutt'oggi non è stato richiesto il bollino). Son seguiti poi progetti come il sito del Portale di Venezia (nel quale sto sperimentando altri moduli per Fruibile come l'e-commerce, il forum, ecc.), il sito IWA/HWG e il sito del consorzio EuroAccessibility creando quindi interesse per il prodotto anche all'estero.

E ora.. Open Source!

Vi chiederete quindi: allora perchè da prodotto "Closed" "primo della classe" si è passati all'OpenSource? La risposta è semplice: perchè non crescono altri prodotti accessibili. Ben pochi sono i prodotti accessibili nel settore Open e Close e non vedo ultimamente iniziative a cui partecipano esperti di accessibilità che - con il loro bagaglio culturale - possono portare allo sviluppo pensato con l'accessibilità in mente.

Per tale motivo quindi ho pensato di rilasciare Fruibile sotto licenza LGPL (ed in questi giorni implementeremo anche un manuale di installazione... non preoccupatevi!), ossia per avviare un gruppo di lavoro che si occupi di:

  • ottimizzare il prodotto attuale, effettuando eventuali "migrazioni" con altri linguaggi (es: .net, .php, ecc.);
  • sviluppare nuovi moduli e soluzioni accessibili rendendole quindi parte integrante del prodotto e/o servizio aggiuntivo allo stesso;
  • far crescere l'idea dello sviluppo accessibile, ossia creare la classica voglia di "emulazione" nella modalità di sviluppo pensando prima alle interfacce di pubblicazione accessibili e poi a come gestire lato server i contenuti inviati dall'utente.
  • far capire alle pubbliche amministrazioni che l'accessibilità non è un costo, ma un modo per garantire a tutti i cittadini il diritto di accesso all'informazione.

Tutto questo ha il vantaggio - penso per la prima volta al mondo - della partecipazione diretta di esperti che operano negli organismi internazionali quali W3C ed ISO e che quindi potranno indirizzare lo sviluppo di moduli e del prodotto stesso garantendo quindi sempre un particolare rispetto della base del nostro pensiero: sviluppare di tutto, per tutti.

Ed ora non ci sono più scuse per le piccole Pubbliche Amministrazioni: il prodotto c'è, basta usarlo!

1 commento:

giulio ha detto...

Ho partecipato al convegno sull'accessibilità del 5/12 a Milano e là mi è stato indicato fruibile come cms accessibile. Sono un insegnante senza particolari abilità di programmazione e sto progettando il nuovo sito per la mia scuola. Lavoro con Docebo ma vorrei dare un'occhiata anche al vostro prodotto. Però: mi sbaglio o siamo ancora ad uno stadio da sviluppatori? E poi non ho la più pallida di come fare ad installarlo anche solo in locale.